POESIA CLINICA

Quando poesia e psicoanalisi incontrano l'esperienza umana

La poesia non appartiene soltanto alla letteratura.
A volte è il linguaggio che utilizziamo quando le parole ordinarie non bastano più.

"Ho un peso addosso."
"Mi sento vuoto."
"Sono in un labirinto."
"Non riesco più a vedere una via d'uscita."

Sono immagini, ma possono descrivere con straordinaria precisione un'esperienza interiore.

Da questa osservazione nasce la ricerca sulla poesia clinica sviluppata da Paolo Russo, psicoterapeuta e psicoanalista, nel corso del suo lavoro clinico, della scrittura e dell'attività culturale e radiofonica.

La poesia clinica esplora il punto nel quale parola, immagine, esperienza psichica e costruzione di significato si incontrano.

Non considera la poesia come una semplice decorazione del pensiero psicologico, ma come uno dei linguaggi attraverso i quali l'essere umano può avvicinarsi a ciò che vive.

Che cos'è la poesia clinica

Esistono esperienze che possono essere spiegate e altre che, prima ancora di essere comprese, hanno bisogno di essere rappresentate.

Il dolore può diventare una ferita.

Una separazione può essere vissuta come uno strappo.

Una crisi come una selva.

Una relazione come una gabbia.

La speranza come una luce.

Il linguaggio umano ricorre continuamente alla metafora perché la realtà psichica non coincide sempre con ciò che può essere descritto letteralmente.

La poesia clinica nasce dall'interesse per questa zona di confine.

È una ricerca sul rapporto tra psicologia, psicoanalisi e linguaggio poetico, nella quale la parola viene osservata non soltanto per ciò che comunica, ma per ciò che rivela dell'esperienza soggettiva.

In questa prospettiva la poesia non sostituisce la psicoterapia e la poesia clinica non è una tecnica terapeutica autonoma.

È piuttosto un modo di interrogare l'esperienza umana, riconoscendo alla metafora, all'immagine e alla narrazione la capacità di avvicinarsi a dimensioni che il solo linguaggio razionale talvolta fatica a rappresentare.

Dalla stanza di psicoterapia alla parola poetica

Nella stanza di psicoterapia le persone non raccontano la propria vita attraverso definizioni scientifiche.

Raccontano storie.

Ricordano immagini.

Ripetono frasi.

Costruiscono metafore.

Descrivono sogni, paure, assenze, desideri e contraddizioni.

Il lavoro psicologico incontra quindi continuamente il linguaggio.

Una parola può aprire un ricordo.
Un'immagine può condensare anni di esperienza.
Una metafora può permettere di raccontare ciò che fino a quel momento non possedeva ancora una forma.

È in questo spazio che poesia e psicoanalisi possono incontrarsi.

Entrambe cercano, con strumenti differenti, di avvicinarsi a qualcosa che non è immediatamente visibile.

La psicoanalisi interroga ciò che attraversa il soggetto al di là della piena consapevolezza.

La poesia permette alla parola di allontanarsi dal significato più immediato e di aprire nuove possibilità di senso.

Il Trattato di poesia clinica

Nel 2018 Paolo Russo raccoglie questa ricerca nel volume Trilogia. Trattato di poesia clinica, successivamente pubblicato in seconda edizione nel 2023.

Il libro si inserisce in un percorso più ampio nel quale psicologia, esperienza clinica, poesia e riflessione sull'essere umano vengono poste in dialogo.

La poesia clinica diventa così una delle linee centrali della ricerca dell'autore: comprendere in che modo le parole attraverso cui raccontiamo noi stessi contribuiscano anche al modo in cui costruiamo la nostra esperienza.

Poesia, mito, arte e psicoanalisi

Nel tempo questa ricerca si è progressivamente estesa oltre la poesia.

Il mito racconta da millenni il rapporto con il padre e con la madre, il desiderio, la colpa, il destino, la perdita, il conflitto e la trasformazione.

La letteratura permette di riconoscere nella storia di un altro qualcosa della nostra storia.

La musica può raggiungere zone dell'esperienza che precedono la spiegazione razionale.

L'arte trasforma immagini interiori in forme condivisibili.

Per questo la poesia clinica può entrare in dialogo con Dante, con il mito greco, con l'opera, con la letteratura e con le grandi narrazioni religiose e culturali.

Non per ridurle a una spiegazione psicologica, ma per utilizzarle come possibilità di interrogazione dell'esperienza umana contemporanea.

La poesia clinica in radio

Dal 2019 la poesia clinica entra anche nell'esperienza radiofonica di Paolo Russo attraverso RadioGamma5 e la trasmissione I Fiumi di Jane.

Nel corso degli anni la radio diventa un laboratorio nel quale psicologia e psicoanalisi incontrano poesia, musica, arte, mito e società.

La voce radiofonica permette alla riflessione di uscire dalla pagina scritta e di ritrovare una dimensione originariamente orale: il racconto.

Le trasmissioni dedicate alla poesia clinica affrontano temi come l'inconscio, l'amore, la follia, l'ansia, il corpo, la bellezza, il ruolo sociale della poesia e il rapporto tra individuo e società.

L'obiettivo non è trasformare la radio in una seduta psicologica, ma utilizzare cultura e pensiero come strumenti attraverso i quali interrogare il nostro modo di vivere.

I Fiumi di Jane

La stessa ricerca ha contribuito alla nascita e allo sviluppo del progetto culturale I Fiumi di Jane, promosso da Paolo Russo e divenuto successivamente associazione culturale.

Poesia, pittura, musica, fotografia, performance, psicologia e riflessione sociale vengono messi in relazione nella convinzione che linguaggi differenti possano raccontare differenti dimensioni dell'esperienza umana.

La poesia esce così dalla pagina.

Entra nella radio, nei luoghi pubblici, negli incontri, nelle scuole, nelle istituzioni e nel confronto tra generazioni e culture differenti.

Una ricerca aperta

La poesia clinica non pretende di trasformare ogni poesia in psicologia né di utilizzare l'arte come semplice strumento terapeutico.

Il suo interesse è un altro:

comprendere che cosa accade quando l'essere umano cerca parole per raccontare ciò che sta vivendo.

Tra esperienza e parola esiste infatti uno spazio.

È lo spazio nel quale una sensazione può diventare immagine, un'immagine può diventare racconto e un racconto può modificare il modo nel quale una persona guarda alla propria storia.

È in questo territorio di confine che si colloca la ricerca di Paolo Russo.

Tra psicoanalisi e poesia.

Tra clinica e cultura.

Tra esperienza individuale e società.

Perché qualche volta, prima di riuscire a spiegare ciò che ci accade, abbiamo bisogno di trovare le parole per poterlo raccontare.

Paolo Russo
Psicologo, psicoterapeuta e psicoanalista
Autore di Trilogia. Trattato di poesia clinica
Presidente dell'Associazione culturale I Fiumi di Jane
Conduttore su RadioGamma5